Guadagnare con lo street food: come avviare un’attività di vendita

Lo street food, per intenderci meglio il cibo di strada, offre soluzioni veloci e goderecce per chi ha fame e vuole saziarsi in modo veloce e gustoso. La sua popolarità è sempre maggiore. Non solo nelle maggiori città ma anche nei centri più piccoli, vediamo aprire piccole ma accattivanti attività ristorative su ruote che propongono panini, fritti, cibi etnici e qualsiasi altra prelibatezza che può essere preparata rapidamente e consumata sul posto.

Anche durante feste e manifestazioni sono sempre più popolari gli ormai noti food truck, i furgoncini attrezzati di una piccola cucina dotata di ogni comfort, dai quali si possono acquistare cibi appena cotti e serviti in modo semplice e informale.

Street food: un investimento che fa gola

Chi ha esperienza nel campo della ristorazione o vorrebbe mettersi in proprio e aprire una attività, sa che con lo street food può godere di facilitazioni economiche e non è costretto a investimenti onerosi. A differenza di un locale fisico, infatti, possedere e gestire un food truck è meno dispendioso e complesso. Costi come l’affitto di un locale, l’acquisto della licenza, l’assunzione del personale, l’acquisto di arredamento e attrezzature, i costi di manutenzione e pulizia, sono abbattuti drasticamente, se non azzerati.

Guadagnare con lo street food: cosa comporta?

Prima di tutto, un po’ di noiosa ma necessaria burocrazia. In Italia, per condurre questo tipo di attività, è necessario avere una partita IVA e diventare così un lavoratore autonomo. A seconda dell’età, cambia l’inquadramento del libero professionista, che può essere in regime forfettario o agevolato. Seguono l’iscrizione all’INPS, all’INAIL e alla Camera di Commercio. Per essere certi di fare tutto secondo la legge, il consiglio è quello di richiedere la documentazione direttamente all’Agenzia delle Entrate e farsi seguire da un commercialista.

Di fondamentale importanza è poi rispettare le norme vigenti per la somministrazione di cibi e bevande. Come previsto dal regolamento CE 852/2004, tutti gli operatori che si occupano della lavorazione e manipolazione degli alimenti devono essere in possesso dell’Attestato HACCP, il quale si ottiene in seguito ad un corso di formazione specifico. Sul sito wwww.haccp.milano.it è possibile trovare maggiori informazioni su costi e obblighi normativi.

Per la produzione, conservazione e distribuzione di cibo al pubblico, il Ministero della Salute ha delineato i requisiti igienico sanitari ai quali attenersi, pena la sospensione o annullamento della licenza.

Dove vendere il cibo di strada

Avere un food truck che prepara ottimo street food significa anche informarsi sulle maggiori manifestazioni della zona (sagre, mercati, concerti…) e sulle zone con spazi adeguati e di maggior affluenza.

Il locale su ruote ideale: come sceglierlo

venditore street truckIl food truck è il locale in miniatura, una cucina itinerante, piccola ma ben attrezzata. La scelta del mezzo per la propria attività di street food, deve tenere conto sia del budget a disposizione, sia del tipo di cibo che si vorrà preparare.

Oltre ai furgoncini realizzati appositamente per questa funzione, va molto di moda optare per un mezzo come un piccolo caravan, un’apecar o piccoli furgoni vintage, da modificare e rinnovare con il proprio stile.

I mezzi progettati per la produzione e la somministrazione di cibo (ad esempio quelle rosticcerie che si incontrano ai mercati) sono generalmente più costosi. D’altra parte, però, acquistare fornelli, pensili, frighi e piastre per poi installarli in un mezzo che non era nato per questo scopo richiede manodopera e un’attenzione particolare all’aspetto sicurezza.

Come lanciare un’attività di street food

Un business di successo funziona sulla qualità, la promozione e l’immagine. E’ bene considerare sin dal principio questi tre aspetti per poterli sviluppare al meglio.

La qualità dello street food che si vende è il miglior biglietto da visita: il cliente che lo prova lo apprezza, fa passaparola, si fidelizza. Per mettere in piedi un business vincente, soprattutto per chi è agli inizi, è importante individuare un ventaglio ridotto di proposte con un tema ben preciso, sia per semplificare il lavoro sia per essere ricordati più facilmente.

Promuoversi online e offline è imprescindibile. Per prima cosa bisogna, creare dei canali social attivi (Facebook e Instagram) e pensare a delle semplici ma efficaci campagne promozionali. Si può far conoscere il proprio business anche attraverso altre strategie come offrire assaggi gratuiti o fare rete con altri foodtrucker o enti interessati.

Infine, curare l’immagine, creando un logo, uno slogan, decorare il proprio truck con grafiche in linea con il tipo di cibo che si vende. L’immagine si costruisce anche attraverso altri dettagli: il tipo di stoviglie utilizzate (piatti e posate riciclabili sono la scelta più ecologica e apprezzata), il nome dato all’attività e ai piatti, la buona educazione e la gentilezza al contatto con il pubblico.